Accorgimenti in caso di rischio di contatto con apparecchi conduttori di energia elettrica

Cassazione, sez. IV pen., 23 maggio 2019 (ud. 20.2.19) n. 22550

(rif. norm.: art. 18 d.lgs. n.81/2008; art. 2087 cod.civ.)

Il datore di lavoro, che nella specie era anche responsabile del servizio di prevenzione, ha l’obbligo di attivarsi positivamente per organizzare le attività lavorative in modo sicuro, assicurandosi, tra l’altro, che si provveda ad eliminare il rischio dell’esposizione dei lavoratori alla corrente elettrica. Qualora dunque non adotti le doverose misure tecniche ed organizzative per eliminare i rischi connessi con la presenza di macchinari elettrici,così determinando le condizioni per il verificarsi dell’evento lesivo in danno del lavoratore, con la conseguente sottoposizione dell’operaio ad elettrocuzione, egli assume responsabilità in proposito. In effetti, il datore di lavoro nella materia infortunistica deve allestire le misure di sicurezza, deve informare e formare il lavoratore in relazione alla normativa antinfortunistica (e dunque anche ai rischi di contatto con materiale di elettroconduzione) e deve anche controllare l’osservanza da parte del lavoratore della normativa antinfortunistica. Ciò si desume non solo dall’articolo 18 del d.lgs. n.81/2008, laddove pone a carico del datore di lavoro non il solo obbligo di allestire le misure di sicurezza, ma anche una serie di controlli, diretti o per interposta persona, atti a garantirne l’applicazione, ma soprattutto dalla norma generale di cui all’articolo 2087 del codice civile, la quale dispone che l’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro. Sotto tale ultimo profilo, appare utile rimarcare che in tema di infortuni sul lavoro non occorre, per configurare la responsabilità del datore di lavoro, che sia integrata la violazione di specifiche norme dettate per la prevenzione degli infortuni stessi, essendo sufficiente che l’evento dannoso si sia verificato a causa dell’omessa adozione di quelle misure ed accorgimenti imposti all’imprenditore dall’art. 2087 cod. civ. ai fini della più efficace tutela dell’integrità fisica del lavoratore.

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