Al fine della cooperazione negli obblighi di sicurezza è irrilevante il tipo di contratto che lega le imprese

Cassazione, sez. IV pen., 24 febbraio 2021, n. 7087 (ud. 19.01.2021)

(rif. norm: art.26 d.lgs n.81/2008)

Ai fini dell’operatività degli obblighi di cooperazione nell’attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi sul lavoro incidenti sull’attività lavorativa oggetto dell’appalto, previsti attualmente dall’art. 26 d.lgs. n. 81 del 2008, ed in particolare ai fini dell’operatività degli obblighi di coordinamento e cooperazione connessi all’esistenza di un rischio interferenziale, occorre aver riguardo alle caratteristiche del fatto, essendo del tutto irrilevante la qualificazione civilistica attribuita al rapporto tra le imprese che cooperano tra loro: contratto d’appalto, d’opera o di somministrazione. Ciò che rileva, infatti, è l’effetto che tale rapporto origina, vale a dire la concreta interferenza tra le organizzazioni che operano sul medesimo luogo di lavoro e che può essere fonte di ulteriori rischi per l’incolumità dei lavoratori delle imprese coinvolte. In particolare è irrilevante la veste civilistica del rapporto negoziale esistente tra le imprese che sia inquadrabile in termini di contratto d’appalto o di contratto di trasporto. Ne consegue che sul datore di lavoro che commissiona ad un terzo un trasporto, pur sempre inserito nel proprio ciclo produttivo, incombe una posizione di garanzia nei confronti dei soggetti che materialmente eseguono tale servizio durante tutto il lasso temporale in cui il bene è ancora nella propria sfera di controllo.

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