Alterazione del funzionamento del cronotachigrafo digitale

Cassazione, sez. I pen., 29 maggio 2019 (ud. 12.3.19) n. 23510

(rif. norm.: art. 437 cp)

Integra l’illecito penale di cui all’art. 437 cod. pen. la condotta del datore di lavoro dell’autista del mezzo che realizza o impone la manomissione degli strumenti di controllo atti a prevenire infortuni sul lavoro, a differenza della condotta del conducente del mezzo che circola con il cronotachigrafo manomesso o alterato, il quale è soggetto alla sola sanzione amministrativa prevista dall’art. 179 del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285, sussistendo nei suoi confronti rapporto di specialità tra detto illecito e il reato di cui all’art. 437 cod. pen. Il rapporto di specialità va, invece, escluso per colui che impone ai conducenti degli automezzi di utilizzare accorgimenti per eludere la corretta registrazione dei dati dei cronotachigrafi istallati sui medesimi. Si era accertata l’alterazione del funzionamento del cronotachigrafo digitale, avvenuta con l’apposizione di una calamita al tachigrafo, per cui era stata ravvisata, sotto il profilo giuridico, l’omessa applicazione di cautele destinate a prevenire infortuni sul lavoro; invero, l’alterazione della registrazione dei dati inerenti le ore di guida determina tempi di guida oltre i limiti imposti dalla normativa vigente, ponendo le condizioni per eludere eventuali controlli della polizia giudiziaria. Si è ritenuto che concorra nel reato anche il responsabile dell’officina che, su indicazione del titolare della ditta proprietaria dell’automezzo, installi il dispositivo illecito.

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