Danno alla salute e prova del rischio specifico

Cassazione, sez. VI civ., Ord. del 17.01.2022, n. 1269 (ud. 14.12.2021)

L’ordinanza in esame affronta, dal punto di vista della responsabilità civile, il danno alla salute rapportato alla prova del rischio specifico. La vicenda prende le mosse dall’infortunio accorso ad un lavoratore, per la precisione un gruista escavatorista, durante le operazioni di scarico del materiale trasportato con il camion: nello specifico, il lavoratore nel rimuovere, forse con un martello, lo spinotto posto a chiusura del parapetto posteriore del camion veniva violentemente colpito al volto dalla repentina apertura della sponda del parapetto. La Corte di Cassazione, chiamata a riformare la sentenza di secondo grado, ha ritenuto fondati alcuni dei motivi di ricorso presentati dal datore di lavoro e dalla compagnia assicurativa attinenti “alla responsabilità contrattuale del datore di lavoro in caso di infortunio sul lavoro e agli oneri di allegazione e di prova gravanti sul lavoratore che agisce per l’accertamento della violazione dell’art. 2087 c.c. in relazione agli obblighi di prevenzione e sicurezza che fanno capo al datore di lavoro”.

Prima di passare ad esaminare la pronuncia della Suprema Corte, risulta utile riportare il contenuto dell’art. 2087 c.c.:

L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”.

L’analisi svolta dalla Suprema Corte è partita da una considerazione: l’art. 2087 c.c. non delinea un’ipotesi di responsabilità oggettiva del datore di lavoro ma detta responsabilità dovrà essere collegata alla violazione degli obblighi di comportamento imposti dalla legge o suggeriti dalle “conoscenze sperimentali o tecniche del momento”. Pertanto, la prova dell’inadempimento del datore di lavoro ex art. 2087 c.c. richiede l’allegazione e la prova da parte del lavoratore non solo dell’esistenza del danno ma anche degli indici di nocività dell’ambiente lavorativo cui è stato esposto e il nesso causale tra la violazione degli obblighi di prevenzione e i danni subiti dal medesimo. Solo nel caso in cui il lavoratore fornisca tali prove, il datore di lavoro sarà onerato di provare di aver adottato tutte le cautele necessarie ad impedire il verificarsi dell’infortunio e che quest’ultimo non sia riconducibile all’inosservanza di tali obblighi/cautele. La Corte, poi, precisa che per indici di nocività dell’ambiente lavorativo devono intendersi “i concreti fattori di rischio, circostanziati in ragione delle modalità della prestazione lavorativa”, necessari per consentire di identificare quali siano le misure di sicurezza innominate o previste dalla legge da applicare al caso concreto. Infatti, rammenta la Suprema Corte “l’obbligo di prevenzione di cui all’art. 2087 c.c. impone all’imprenditore di adottare non soltanto le misure tassativamente prescritte dalla legge in relazione al tipo di attività esercitata (..) ma anche le altre misure richieste in concreto dalla specificità del rischio (..)”. L’attenzione della Corte si sofferma, poi, sull’analisi svolta dalla Corte territoriale, rilevando che essa “non ha indicato il rischio specifico esistente né i concreti fattori di pericolo (..) e dunque ha trascurato di individuare la ‘nocività’ dell’ambiente lavorativo”, concentrandosi invece sull’analisi della condotta del lavoratore per verificare la sussistenza o meno del carattere abnorme o imprudente della stessa ed accertare che l’infortunio sia avvenuto, a norma di quanto disposto dal T.U. n. 1124/1965, “in occasione di lavoro”. La Corte territoriale, pertanto, prosegue la Suprema Corte, ha confuso “i presupposti costitutivi della tutela previdenziale (..) con i diversi elementi costitutivi della domanda di risarcimento del danno (art. 2087 c.c.) che richiede l’inadempimento del datore di lavoro a misure di sicurezza nominate o innominate”.

Il testo integrale della sentenza è consultabile cliccando sul seguente link.

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