Dovere di contribuzione tecnica alla valutazione del rischio e alla predisposizione di misure organizzative conseguenziali

Cassazione, sez. IV pen., 29 marzo 2021, n. 11650 (ud. 20.10.2020)

(rif. norm: artt.28-33 d.lgs n.81/2008)

Un dipendente che stava procedendo alla sostituzione di due cinghie rotte della macchina macina pneumatici rimaneva incastrato con il mignolo della mano destra tra il rullo e la cinghia. Al Responsabile del servizio di prevenzione e protezione era contestato di non aver rilevato il rischio connesso alle operazioni di manutenzione di tale macchina, ed in specie all’operazione di sostituzione delle cinghie, pur essenziale per il funzionamento dello stabilimento. In tal modo gli si imputava di essere venuto meno ai suoi doveri di contribuzione tecnica alla valutazione del rischio e alla predisposizione di misure organizzative necessarie a fronteggiarlo.  La Corte, citando l’insegnamento delle Sezioni Unite (n.38343/2014, Espenhahn) indica nel responsabile del servizio di prevenzione e protezione un soggetto tenuto a prestare la propria opera di supporto tecnico al datore di lavoro in rapporto alla valutazione dei rischi e alla connessa identificazione delle misure prevenzionistiche da adottare, soggetto che può essere chiamato a rispondere della sua attività ove svolta in violazione di regole cautelari e causalmente incidente sulla verificazione dell’evento tipico. Il responsabile del servizio di prevenzione e protezione, pur svolgendo all’interno della struttura aziendale un ruolo non gestionale ma di consulenza, ha infatti l’obbligo giuridico di adempiere diligentemente l’incarico affidatogli e di collaborare con il datore di lavoro, individuando i rischi connessi all’attività lavorativa e fornendo le opportune indicazioni tecniche per risolverli, all’occorrenza disincentivando eventuali soluzioni economicamente più convenienti ma rischiose per la sicurezza dei lavoratori, con la conseguenza che, in relazione a tale suo compito, può essere chiamato a rispondere, quale garante, degli eventi che si verifichino per effetto della violazione dei suoi doveri. Alla luce di tale principio è stata giudicata manifestamente infondata l’affermazione del ricorrente secondo la quale gli sarebbe stata attribuito, nel caso di specie, un dovere spettante unicamente al datore di lavoro.

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