Generalita'

Il d.lgs. n. 81/2008 definisce il rischio biologico all'art. 267 e seguenti. Tale norma, specifica che “s’intende per: a) agente biologico: qualsiasi microrganismo anche se geneticamente modificato, coltura cellulare ed endoparassita umano che potrebbe provocare infezioni, allergie o intossicazioni; b) microrganismo: qualsiasi entità microbiologica, cellulare o meno, in grado di riprodursi o trasferire materiale genetico; c) coltura cellulare: il risultato della crescita in vitro di cellule derivate da organismi pluricellulari." Si tratta di una condizione di rischio molto trasversale  e  data la vastità degli agenti che ne sono responsabili può inficiare la salute e la sicurezza di ambienti di lavoro molto differenti tra loro. Sono decine e molteplici quindi i fattori di rischio causati da batteri, virus, parassiti, funghi. Per tale ragione  la legge prevede oltre a specifiche procedure per il contenimento del rischio, anche l’uso di DPI, di misure igieniche, misure d’emergenza e l’obbligo per il datore di lavoro di approntare momenti formativi che spieghino ai lavoratori i rischi e la prevenzione per scongiurare infezioni o contagi.

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