Generalita'

Il d. lgs. n. 81/2008, agli articoli 105 e seguenti, stabilisce che si intende per lavoro in quota “un’attività lavorativa che espone il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 m rispetto a un piano stabile”. Questo rischio interessa tutte le attività lavorative che espongono i lavoratori a rischi di caduta da un’altezza superiore a 2 metri, in particolare i cantieri temporanei e mobili e i manutentori di fabbricati e/o di impianti. È fondamentale che gli addetti, in relazione alle protezioni adottate dal datore di lavoro, operino nel rispetto delle indicazioni da questi fornite e nel rispetto delle indicazioni fornite dal costruttore nel caso vengano utilizzati dei dispositivi di protezione individuale. Al fine di garantire la massima protezione dei lavoratori, la legge disciplina ed elenca i principali tipi di protezioni che il datore di lavoro deve fornire al lavoratore. Le protezioni possono essere collettive,  quali il ponteggio metallico fisso, i parapetti, le reti di sicurezza; personali quali i dispositivi individuali di protezione individuale come elmetti di protezione, dispositivi anticaduta, dispositivi di ancoraggio, imbracatura per il corpo; temporanee quali il ponteggio metallico fisso, i parapetti mobili e fisse: quali i parapetti e sistemi fissi di ancoraggio. Spetta al datore di lavoro scegliere le misure di volta in volta più idonee per garantire l’incolumità al dipendente, a seconda del tipo di lavorazione e del grado della pericolosità della stessa.

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