Generalita'

Si definiscono ionizzanti quelle radiazioni che, in virtù del loro elevato contenuto energetico, sono in grado di ionizzare la materia con cui vengono a contatto, ossia di trasformare gli atomi di cui essa è composta (elettricamente neutri) in particelle cariche, dette ioni.

Possono essere:
corpuscolari, cioè costituite da particelle subatomiche, e dotate di carica elettrica, come i protoni, le radiazioni alfa (α) e beta (β);
non corpuscolari, cioè onde elettromagnetiche, come i raggi X e i raggi gamma (γ).
Le radiazioni corpuscolari hanno la capacità di ionizzare direttamente la materia; le onde elettromagnetiche e i neutroni dotati di sufficiente energia sono indirettamente ionizzanti, nel senso che la loro interazione con la materia genera particelle direttamente ionizzanti
Le radiazioni ionizzanti determinano sugli organismi effetti diversi a seconda: della dose; della via di esposizione (irraggiamento esterno o interno); della velocità di riproduzione cellulare del tessuto irradiato (la maggiore sensibilità si riscontra a carico di: midollo osseo, pelle, mucosa intestinale, spermatozoi, cellule indifferenziate).
Gli effetti si distinguono tra:
effetti acuti: si verificano in seguito all’assorbimento di dosi molto alte di radiazioni in un breve lasso di tempo (es. incidenti in centrali nucleari);
effetti cronici: derivano dall’esposizione continua e prolungata nel tempo a piccole dosi di radiazioni (quotidianità di alcune attività professionali);
effetti somatici: riguardano tutti i tessuti dell’organismo;
effetti genetici: riguardano le cellule dell’apparato riproduttivo, attraverso cui si potrebbero trasmettere alla prole
 
L’impiego delle radiazioni ionizzanti è disciplinato in Italia dal D. Lgs 230/95 (e successive modifiche/integrazioni), che ha recepito una serie di Direttive EURATOM.
Il decreto:
stabilisce i principi generali di protezione dalle R. I.;
fissa gli obblighi del datore di lavoro e delle altre figure dirigenziali;
classifica le aree di lavoro in cui sono presenti sorgenti di R.I. (le cosiddette “zone classificate”) in: Zone Controllate e Zone Sorvegliate, a seconda dell’esposizione al rischio;
divide i lavoratori esposti in categoria A e B, in base alla dose di radiazioni che possono assorbire in un anno;
affida al Medico Autorizzato la sorveglianza medica dei lavoratori di categoria A;
affida al Medico Competente la verifica dell’idoneità dei lavoratori di categoria B a svolgere lavorazioni che li espongano a R.I.;
affida all’Esperto Qualificato: la responsabilità fisica della radioprotezione; la valutazione della dose assorbita dai lavoratori esposti; la classificazione in lavoratori di Categoria A e B; la definizione delle zone controllate e sorvegliate;
fissa i limiti di dose equivalente per i lavoratori esposti (comprese le lavoratrici in età fertile), per apprendisti, studenti, lavoratori autonomi, lavoratori non esposti.
 

Audiosafety