Il comandante dell’ufficio di polizia locale deve fornire ai motociclisti l’adeguato equipaggiamento

Cassazione, sez. III pen., 23.09.2021, n. 35218 (ud. 13.07.2021)

(rif. norm: artt. 18-55-74-75-77 d.lgs n.81/2008)

Il comandante della polizia municipale è tenuto a fornire i DPI ai dipendenti impegnati nel servizio di motociclisti nel periodo estivo per i controlli nel Comune. Il completo che deve indossare il motociclista in servizio alla polizia è un DPI perché deve presentare le caratteristiche necessarie a garantire la protezione contro i rischi minaccianti la sicurezza o la salute durante il lavoro. Ed invero, l’art. 74 d.lgs. n. 81 del 2008 definisce DPI qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo, mentre non sono DPI gli indumenti di lavoro ordinari e le uniformi non specificamente destinati a proteggere la sicurezza e la salute del lavoratore (lett. a) e le attrezzature di protezione individuale delle forze armate, delle forze di polizia e del personale del servizio per il mantenimento dell’ordine pubblico (lett. c). Pertanto, l’equipaggiamento specifico previsto per i lavoratori a bordo di motocicli, al fine di tutelarne la sicurezza e la salute, è da considerarsi DPI. La “deroga” è prevista, nel caso delle forze dell’ordine, solo per le uniformi e per gli strumenti atti a garantire il mantenimento dell’ordine pubblico (da intendersi quindi le tute imbottite o dotate di giubbotti antiproiettili e gli accessori per fronteggiare disordini di piazza o per effettuare operazioni specifiche). L’art. 76 stabilisce i requisiti dei DPI, fissando, innanzi tutto, la conformità alle prescrizioni del Regolamento UE n. 2016/425 e prevedendo, in secondo luogo, i seguenti ulteriori requisiti: a) essere adeguati ai rischi da prevenire, senza comportare di per se’ un rischio maggiore; b) essere adeguati alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro; c) tenere conto delle esigenze ergonomiche o di salute del lavoratore; d) poter essere adattati all’utilizzatore secondo le sue necessità. La norma prosegue stabilendo che, in caso di rischi multipli che richiedono l’uso simultaneo di più DPI, questi devono essere tra loro compatibili e tali da mantenere, anche nell’uso simultaneo, la propria efficacia nei confronti del rischio e dei rischi corrispondenti. I primi due commi dell’art. 77 prevedono che il datore di lavoro ai fini della scelta dei DPI effettui l’analisi e la valutazione dei rischi che non possono essere evitati con altri mezzi; individui le caratteristiche dei DPI necessarie affinché questi siano adeguati ai rischi predetti, tenendo conto delle eventuali ulteriori fonti di rischio rappresentate dagli stessi DPI; valuti, sulla base delle informazioni e delle norme d’uso fornite dal fabbricante a corredo dei DPI, le caratteristiche dei DPI disponibili sul mercato per scegliere quelli più opportuni; aggiorni le scelte, secondo la necessità; inoltre individui le condizioni d’uso di un DPI, secondo l’entità del rischio, la frequenza dell’esposizione, le caratteristiche del posto di lavoro di ciascun lavoratore, le prestazioni.
A tali fini il datore di lavoro si basa sul DVR predisposto da apposito professionista.

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