Il datore di lavoro che si accorga dell’inadeguatezza del psc ha l’obbligo di segnalarlo

Cassazione, sez. IV pen., 15.09.2021, n. 33989 (ud. 03.06.2021)

(rif. norm: artt. 91-96-97-100 d.lgs n.81/2008)

L’art. 100, co. 5 d.lgs. n. 81/2008 prevede che “l’impresa che si aggiudica i lavori ha facoltà di presentare al coordinatore per l’esecuzione proposte di integrazione al piano di sicurezza e di coordinamento, ove ritenga di poter meglio garantire la sicurezza nel cantiere sulla base della propria esperienza”. Anche se la disposizione menziona una facoltà è da ritenere che il datore di lavoro che abbia individuato correttamente una misura che garantisce la sicurezza del lavoro, non assicurata o meno assicurata dalle previsioni del PSC, debba attivarsi per farla adottare, siccome richiesto dal dovere di diligenza del quale è gravato in qualità di gestore del rischio lavorativo. Sul datore di lavoro grava un obbligo di verifica preventiva delle condizioni di lavoro, ma tale obbligo fa capo anche al coordinatore per la sicurezza, siccome strumentale alla individuazione delle modalità di lavoro maggiormente sicure. In ogni caso, il POS deve raccordarsi e giammai porsi in difformità o in contrasto col piano di sicurezza e di coordinamento, per cui se il datore di lavoro ritenga che le previsioni del suo POS garantiscono una maggiore sicurezza rispetto a quelle del PSC non può limitarsi ad osservare queste ultime.

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