Il datore di lavoro deve vigilare sull’osservanza delle prescrizioni impartite, anche al fine di evitare l’instaurarsi di prassi contra legem

Cass., sez. IV pen., 28.03.2022, n. 11030 (ud. 12.10.2021)

(rif. norm.: artt. 16-18-299 d.lgs. n.81/2008)

Il datore di lavoro è sempre responsabile dell’infortunio occorso al lavoratore, sia quando ometta di apportare le idonee misure protettive, sia quando non accerti e vigili che di queste misure il dipendente faccia effettivamente uso. Incombe infatti sul datore di lavoro il compito di vigilare, anche mediante la nomina di un preposto, sulle modalità di svolgimento del lavoro, in modo da garantire la corretta osservanza delle disposizioni atte a prevenire infortuni sul lavoro; in particolare il datore di lavoro deve vigilare per impedire l’instaurazione di prassi contra legem foriere di pericoli per i lavoratori, con la conseguenza che, in caso di infortunio del dipendente, la condotta del datore di lavoro che abbia omesso ogni forma di sorveglianza circa la pericolosa prassi operativa instauratasi integra il reato di omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme antinfortunistiche. Tali principi sono specificamente rilevanti nei casi di allestimento di un cantiere, laddove i rischi per la sicurezza in caso di prassi lavorative anomale sono ancor più evidenti e gravi; si configura pertanto la responsabilità del datore di lavoro, qualora egli non vigili adeguatamente e non preveda la presenza sul posto di un preposto o, quantomeno, di un caposquadra, che impedisca modifiche imprudenti al cantiere, destinate a compromettere la sicurezza dei lavoratori.

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