La formazione deve essere specifica con riferimento ai rischi propri della singola mansione o attività

Cassazione, sez. III pen., 16 aprile 2019 (ud. 8.11.18) n. 16498

(rif. norm.: artt. 37-73 d.lgs. n.81/2008)

Il datore di lavoro non è tenuto solamente a predisporre tutte quelle misure che nel caso concreto e rispetto a quella specifica lavorazione risultino idonee a prevenire i rischi tecnici dell’attività posta in essere, perché garante dell’incolumità fisica dei lavoratori, ma è tenuto ad informare il lavoratore circa i rischi propri dell’attività cui è preposto e dell’attività derivante dalla diretta esecuzione di operazioni ad altri riservate, ovviamente laddove vi sia un ragionevole rischio di interferenza funzionale tra le diverse operazioni. Infatti l’art. 73, comma 1 e 2, lettera b), del d.lgs. n. 81 del 2008 prevede l’obbligo per il datore di lavoro di fare sì che per ogni attrezzatura di lavoro messa a disposizione i lavoratori incaricati dispongano di ogni informazione e di ogni istruzione d’uso necessaria alla sicurezza, anche se si tratti di attrezzature da essi non usate normalmente o di situazione anormali purché prevedibili. Nel caso deciso dalla sentenza in commento la necessità di agire sul nastro trasportatore era risultata attività tutt’altro che imprevedibile, perché  era frequente che il nastro o i mulini ai quali esso conduceva si bloccassero e fosse necessario intervenire sugli stessi durante il corso ordinario della lavorazione. La predetta attività costituiva quindi un’interferenza tutt’altro che straordinaria, perché sostanzialmente connaturata alla lavorazione di cui era incaricato il lavoratore rimasto vittima dell’incidente. Conseguentemente, il datore di lavoro avrebbe dovuto predisporre tutti gli strumenti necessari per istruire i lavoratori in ordine a manovre da svolgere in caso di guasto e, soprattutto, avrebbe dovuto concretamente informarli in merito ai rischi collegati all’intervento di sbloccaggio, attività di esclusiva competenza del tecnico manutentore. Nel caso di specie, invece, né nel documento di prevenzione dei rischi né durante lo svolgimento dei corsi di formazione – risultati generici anche se prolungati nel tempo – si faceva esplicito e concreto riferimento al rischio insito nell’intervento di sbloccaggio autonomo, attività  strettamente collegata alla lavorazione ordinaria e dunque assolutamente prevedibile nella sua realizzazione sbrigativa da parte del lavoratore.

Il testo integrale della sentenza è consultabile cliccando sul seguente link.

Audiosafety