La messa in sicurezza dei luoghi di lavoro è finalizzata alla tutela sia dei lavoratori che dei terzi

Cassazione, sez. IV pen., 24 ottobre 2019 (ud. 2.7.19) n. 43652

(rif.norm.: artt. 18-64 d.lgs. n.81/08; artt.589-590 cp)

In tema di prevenzione nei luoghi di lavoro, è principio pacifico quello per cui le norme antinfortunistiche sono dettate a tutela non soltanto dei lavoratori nell’esercizio della loro attività, ma anche dei terzi che si trovino nell’ambiente di lavoro, indipendentemente dall’esistenza di un rapporto di dipendenza con il titolare dell’impresa, di talché ove in tali luoghi si verifichino eventuali fatti lesivi a danno del terzo, è configurabile l’ipotesi del fatto commesso con violazione delle norme dirette a prevenire gli infortuni sul lavoro, di cui agli artt. 589, comma secondo, e 590, comma terzo, cod. pen., sempre che sussista tra siffatta violazione e l’evento dannoso un legame causale e la norma violata miri a prevenire l’incidente verificatosi e sempre che la presenza di soggetto passivo estraneo all’attività ed all’ambiente di lavoro, nel luogo e nel momento dell’Infortunio non rivesta carattere di anormalità, atipicità ed eccezionalità tali da fare ritenere interrotto il nesso eziologico tra l’evento e la condotta inosservante, e la norma violata miri a prevenire l’incidente verificatosi. In particolare, dunque, la regola cautelare prevista dall’art. 64, comma 1, lett. a), punto 1.3.1.3. dell’allegato IV del d.lgs. n. 81 del 2008, concernente l’obbligo di mantenimento della pulizia della superficie dei locali, è prevista per salvaguardare l’incolumità di dipendenti e di terzi estranei, per cui è totalmente irrilevante la circostanza della produzione dell’evento lesivo ai danni di un avventore del locale (nella specie si trattava di un esercizio commerciale) e non di un lavoratore subordinato della società.

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