La nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione non esime da responsabilità il datore di lavoro

Cassazione, sez. IV pen., 03.08.2021, n. 30231 (ud. 20.05.2021)

(rif. norm: artt. 31-37d.lgs n.81/2008)

Il responsabile del servizio di prevenzione e protezione svolge una funzione di consulenza in materia antinfortunistica del datore di lavoro, coadiuvandolo nella individuazione dei rischi, nelle soluzioni tecniche da adottare per impedire il verificarsi di infortuni collegati a tali rischi, nella pratica di formazione e informazione del lavoratore. La mera designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione non costituisce una delega di funzioni e non è dunque sufficiente a sollevare il datore di lavoro ed i dirigenti dalle rispettive responsabilità in tema dì violazione degli obblighi dettati per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. In particolare, gli obblighi di vigilanza e di controllo gravanti sul datore di lavoro non vengono meno con la nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, il quale ha una funzione di ausilio diretta a supportare e non a sostituire il datore di lavoro nell’individuazione dei fattori di rischio nella lavorazione, nella scelta delle procedure di sicurezza e nelle pratiche di informazione e di formazione dei dipendenti. E dunque, ove si concretizzi un rischio prevedibile non considerato ed ove l’evento sia causalmente collegato all’omessa o incompleta formazione del lavoratore, dell’infortunio dovrà comunque rispondere il datore di lavoro. Nella specie  l’infortunio occorso al lavoratore era stato conseguenza della sua inesperienza, dovuta alla lacunosa formazione professionale ricevuta in relazione al compito affidatogli in azienda di tagliare un pannello di polistirene espanso con una sega circolare.

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