La pluralità delle violazioni non è di per sè incompatibile con la particolare tenuità del fatto

Cassazione, sez. VII pen., 27.04.2021, n. 15829 (ud. 26.02.2021)

(rif. norm: artt. 81-131 bis cod. pen.)

Se è vero che ai fini della configurabilità della causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, di cui all’art. 131 bis cod. pen., non osta la presenza di più reati legati dal vincolo della continuazione, quando le violazioni non siano in numero tale da costituire ex se dimostrazione di serialità, ovvero di progressione criminosa indicativa di particolare intensità del dolo o versatilità offensiva, nondimeno la pluralità di violazioni di diverse disposizioni cautelari in materia di prevenzione degli infortuni sul luogo di lavoro, avvenute in tempi diversi, può non solo integrare il requisito dell’abitualità, che assume valenza ostativa all’applicazione della causa di non punibilità, ma può essere anche espressione di una non trascurabile offensività della condotta. Ciò avviene, ad esempio, quando le plurime e gravi violazioni siano espressione di un’unica ideazione di più azioni antigiuridiche, dall’inizio programmate nella loro linee essenziali, che abbracciano non solo la mancata completa predisposizione del documento di valutazione dei rischi, ma anche ulteriori violazioni, incentrate sull’inosservanza di specifici doveri che fanno capo al datore di lavoro, come l’obbligo di far controllare preventivamente, da parte del medico competente, la salute dei lavoratori, l’obbligo di fornire ai lavoratori adeguati dispositivi di protezione individuali e l’obbligo di assicurare, ai lavoratori medesimi, una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza.

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