La punibilità non può essere esclusa per la tenuità del fatto nel caso di violazioni plurime

Cassazione, sez. III pen., 12 dicembre 2018 (ud. 18.7.18) n. 55473

(rif. norm.: artt. 131 bis – 133 cod.pen.)

L’art. 131bis del codice penale stabilisce che la punibilità è esclusa quando, per le modalità della condotta e per l’esiguità del danno o del pericolo, valutate ai sensi dell’art. 133, primo comma, l’offesa è di particolare tenuità e il comportamento risulta non abituale. In particolare,  il comportamento è abituale nel caso in cui l’autore sia stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza ovvero abbia commesso più reati della stessa indole, anche se ciascun fatto, isolatamente considerato, sia di particolare tenuità, nonché nel caso in cui si tratti di reati che abbiano ad oggetto condotte plurime, abituali e reiterate.

La nozione di comportamento abituale – che ricorre quando l’autore ha commesso almeno altri due illeciti oltre quello preso in esame – non può essere assimilata a quella della recidiva, che opera in

un ambito diverso ed è fondata su un distinto apprezzamento.  In definitiva, quindi, non vi è nel testo normativo alcun indizio che consenta di ritenere che l’indicazione di abitualità presupponga un pregresso accertamento in sede giudiziaria ed, anzi, sembra proprio che possa pervenirsi alla soluzione diametralmente opposta, con la conseguenza che possono essere oggetto di valutazione anche condotte prese in considerazione nell’ambito del medesimo procedimento, il che amplia ulteriormente il numero di casi in cui il comportamento può ritenersi abituale, considerata anche la ridondanza dell’ulteriore richiamo alle “condotte plurime, abituali e reiterate”. Nello stesso senso è stato così annotato che la predetta causa di esclusione della punibilità non può essere dichiarata in presenza di più reati legati dal vincolo della continuazione, in quanto anche il reato continuato configura un’ipotesi di “comportamento abituale”, ostativa al riconoscimento del beneficio. Nella specie la causa di non punibilità in questione è stata esclusa, in quanto sono stati contestati vari reati, uniti dal vincolo della continuazione, di cui al d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81, in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e predisposizione dei servizi antincendio.

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