Le negligenza eccezionale del lavoratore esclude la responsabilità del datore di lavoro

Cass., sez. IV pen., 16.02.2022, n. 5417 (ud. 21.01.2022)

(rif. norm.: artt. 2-18 d.lgs. n.81/2008; art. 41-43 cod.pen.)

In tema di infortuni sul lavoro, perché possa ritenersi che il comportamento negligente, imprudente e imperito del lavoratore, pur tenuto in esplicazione delle mansioni allo stesso affidate, costituisca concretizzazione di un “rischio eccentrico”, con esclusione della responsabilità del garante, è necessario che questi abbia posto in essere anche le cautele che sono finalizzate proprio alla disciplina e governo del rischio di comportamento imprudente, così che, solo in questo caso, l’evento verificatosi potrà essere ricondotto alla negligenza del lavoratore, piuttosto che al comportamento del garante. Le disposizioni in materia di sicurezza e prevenzione degli infortuni perseguono infatti il fine di tutelare il lavoratore anche dagli infortuni derivanti da sua colpa, onde l’area di rischio da gestire comprende il rispetto della normativa prevenzionale che si impone ai lavoratori, dovendo il datore di lavoro impedire l’instaurarsi, da parte degli stessi destinatari delle direttive di sicurezza, di prassi di lavoro non corrette e, come tali, latrici di possibili rischi per la sicurezza e la incolumità dei lavoratori, soprattutto allorquando le modalità lavorative non sono specificamente regolamentate e il lavoratore assume abitualmente una iniziativa che non si pone in contrasto con uno specifico divieto del datore di lavoro. Va invero esclusa l’interruzione del rapporto di causalità in presenza della imprudente condotta del lavoratore quando il sistema di sicurezza apprestato dal datore di lavoro presenti delle evidenti criticità e dia pertanto ingresso a iniziative personali volte ad accelerare le modalità di lavoro.

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