Obblighi di cooperazione e coordinamento in epoca anteriore all’introduzione dell’obbligo di redazione del duvri

Cassazione, sez. IV pen., 17 aprile 2020 n. 12440 (ud. 7.2.2020)

(rif. norm: art. 7 d.lgs. n.626/94)

Pur mancando, prima dell’emanazione normativa dell’obbligo di redazione del DUVRI,  un obbligo specifico di formare un documento unico che garantisse la condivisione normativa tra committente e appaltatore delle misure volte a prevenire e a fronteggiare il rischio derivante dalla coesistenza o dall’alternarsi all’interno di una azienda di lavorazioni in grado di “interferire”, certamente esisteva una specifica disciplina (art.7  d.lgs. n. 626/1994) che onerava il committente di promuovere la cooperazione e il coordinamento in un ambito nevralgico e fonte di rischi.
Prevedeva infatti l’art.7, primo comma del testo citato  che il datore di lavoro in caso di affidamento dei lavori all’interno della azienda, ovvero della unità produttiva, a imprese appaltatrici o a lavoratori autonomi  fornisse agli stessi soggetti dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell’ambiente in cui erano destinati ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività. Si trattava invero di regola generale diretta a porre l’appaltatore o il lavoratore autonomo, le cui professionalità vengono introdotte nell’azienda ovvero nello stabilimento, a conoscenza di tutti i rischi connessi alle lavorazioni in tali ambienti, regola questa che certamente non poteva essere derogata dal contratto di appalto con la previsione di una inversione degli obblighi prevenzionistici in capo all’appaltatore, ovvero attraverso il mero travaso di informazioni, che la ditta appaltatrice era tenuta a partecipare alle proprie maestranze.
Che gli obblighi in capo al committente le opere non si esaurissero negli accordi contrattuali assunti con l’appaltatore lo si desume poi dal testo del secondo comma del citato art.7, il quale imponeva ai datori di lavoro di cooperare all’attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi sul lavoro incidenti sull’attività lavorativa oggetto dell’appalto nonché di coordinare gli interventi di protezione e prevenzione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, informandosi reciprocamente anche al fine di eliminare rischi dovuti alle interferenze tra i lavori delle diverse imprese coinvolte nella esecuzione dell’opera complessiva. Tale disposizione rende evidente come l’attività di consultazione, di cooperazione e di coordinamento tra datori di lavoro dovesse proseguire anche in corso di esecuzione del contratto di durata (appalto o somministrazione) e, sebbene non accompagnata da un documento ufficiale, dovesse valere a enucleare i rischi e ad elaborare strategie comuni per la loro prevenzione.

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