Sorveglianza sanitaria e responsabilità del medico competente

Cassazione, sez. III pen., 9.8.18 (ud. 27.4.18) n. 38402

(rif. norm.: artt.25-41-58 d.lgs. n.81/08)

 

In tema di sicurezza sul lavoro, l’obbligo di collaborazione con il datore di lavoro cui è tenuto il medico competente e il cui inadempimento integra il reato di cui agli artt. 25, comma primo, lett. a) e 58, comma primo, lett. c), del d.lgs. n. 81 del 2008, non presuppone necessariamente una sollecitazione da parte del datore di lavoro, ma comprende anche un’attività propositiva e di informazione da svolgere, da parte del medico, con riferimento al proprio ambito professionale. E’ poi evidente, avuto riguardo all’oggetto della valutazione dei rischi, che è l’obbligo primario in tema di sicurezza, che il datore di lavoro deve essere necessariamente coadiuvato da soggetti quali, appunto, il «medico competente», portatori di specifiche conoscenze professionali, tali da consentire un corretto espletamento dell’obbligo mediante l’apporto di qualificate cognizioni tecniche. L’espletamento di tali compiti da parte del «medico competente» comporta una effettiva integrazione nel contesto aziendale e non può essere limitato ad un ruolo meramente passivo in assenza di opportuna sollecitazione da parte del datore di lavoro, anche se il contributo propulsivo richiesto resta limitato alla specifica qualificazione professionale.

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