Uso della bicicletta ed infortunio in itinere

L’infortunio in itinere va riconosciuto quando l’uso del mezzo privato per recarsi al lavoro sia necessario e il dipendente non metta a rischio volontariamente la propria incolumità. Sulla base di questo principio la Corte ha ritenuto che potesse essere qualificato come infortunio in itinere quello patito da un dipendente che era solito utilizzare la bicicletta per raggiungere il posto di lavoro, distante 500 metri dall’abitazione. Invece i giudici di merito avevano giudicato l’uso della bicicletta come un aggravamento del rischio di incidente rispetto al percorso a piedi, anche in considerazione della distanza contenuta tra l’abitazione e il luogo di lavoro. La Cassazione ha invece affermato che il ragionamento dei giudici di merito sconfinava in un giudizio personale e per certi versi lesivo dei diritti costituzionalmente garantiti del dipendente. La scelta dell’uso del mezzo di trasporto va, infatti, valutata secondo la Corte in relazione alle normali esigenze familiari del lavoratore, alla presenza di mezzi pubblici ed alle modalità di organizzazione del trasporto pubblico, alla tipologia del percorso, alla conformazione dei luoghi ed alle condizioni climatiche, elementi tutti che non erano stati presi in considerazione dai giudici di merito

sentenza per esteso

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